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Guardavo un altro cielo . Racconti
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I miei scritti

 

 

Nelle mie opere, nei miei scritti, esiste una galleria di personaggi molto diversi tra loro, e la parola diversità indica già che non sono essi divisi nelle due (classiche) formazioni, i cattivi e i buoni; per poi leggere, come succede spesso, la solita morale che racconta che i primi, che dapprima sembrano i più forti, in un secondo momento perdono, per una supremazia militare dei buoni; ciò che mi fa sospettare che il messaggio che si trasmette, oltre al buonismo, sia il seguente : “ha ragione chi esce vincitore, chi ha le armi più affilate”. I personaggi sono completati con il dare a loro, oltre a un aspetto sociale determinato, anche pregi, meriti, debolezze e meschinità che non ti aspetti.

 

 

Piazza Grande - di Lucio Dalla

https://www.youtube.com/watch?v=oBZ1jSXHb8E

 

 

 

A un certo punto della mia vita di scrittore neofita, però, mi resi conto che sì, ero un abile regista nel narrare i miei racconti; ma cominciavo io stesso, nella mia vita reale, a somigliare sempre più ai miei personaggi; nel vivere di espedienti, in primis, nel non avere un lavoro sicuro, etc.

 

 

 

 

 

Il Fannullone- di Fabrizio de Andrè

https://www.youtube.com/watch?v=0Ji4weXfFZQ&list=RD0Ji4weXfFZQ

 

 

Allora era giunto il momento, da che la crisi economica non rendeva facile la ricerca di un lavoro, almeno di prendere sul serio il mio scrivere, e pensare a una pubblicazione, di quelle vere. Iniziai con la pubblicazione di “Apologia di Orgosolo”, intitolato ora, in un’altra edizione, “Luci barbaricine”. E’ il mio primo libro. Il titolo può sembrare irriverente, perché sembra che io, con grande senso di superiorità, mi prenda la briga di difendere Orgosolo, senza considerare che anche in Gallura, la mia terra, sono avvenuti fatti di sangue orribili. In realtà, dietro questo titolo c’è una situazione da me vissuta, quando una ragazza da me conosciuta in una spiaggia della costa gallurese mi diceva che lei a Orgosolo non ci sarebbe mai andata, suscitando in me un senso di fastidio; la ragazza, tuttavia, non era una persona presuntuosa, e mi sentii in dovere di chiarirle qualcosa che non conosceva. “La strada che porta dentro il paese di Orgosolo”, - dissi io- “quando si entra nel paese si chiama entrata, quando si va via, la stessa strada la chiamano uscita” attaccai io anche per chiarire come venivano trattate queste comunità: cominciai con il narrarle come la vita già dura è stata resa più difficile ancora dalle cosiddette “Istituzioni”; le stesse che, quando non vi è nulla su cui lucrare da parte di politicanti e da parte della alta finanza, dimenticano, vessano, stanano e a volte umiliano le genti di cui si parla. E’ una costante, non avviene solo da noi, in Sardegna. Per dirla con Vasco Rossi- Ci vuole sempre qualche cosa da bere. Ci vuole sempre per forza un bicchiere- Diversamente, senza un affare che renda appetibile un territorio, ecco l’abbandono. Io spiegavo queste cose, e lei mi ascoltava. Ma la ragazza non mi capiva, forse perché veniva da Pavia, città universitaria e gli studi accademici sono a volte distanti anni luce dalla realtà. Fu così che mi venne in mente questa espressione, apologia di Orgosolo, che porta con sé anche una celata rabbia di chi non viene capito. Poi con lei non ci saremmo più visti, ma l’espressione mi rimase cara, nella mia mente. In diversi anni misi assieme dei racconti, e una galleria di personaggi. A chi mi chiede se io mi identifichi nel protagonista del libro, Andrea, io dico che pezzi della mia persona sono presenti in tutti, o quasi, i personaggi del libro. Dopo aver pubblicato il libro, con Albatros Edizioni, fui molto più celere nello scriverne un secondo, che dopo meno di un anno era già pronto per la stampa. Questo parla delle gesta di un re bambino. Il primo libro, con la seconda pubblicazione, come dicevo ha ora il titolo di “Luci barbaricine”.

E’ vero, ho avuto tanti fallimenti nella vita; ma nella scrittura-senza coltivare sogni di gloria- ritrovo e vivo le mie qualità, e con essa io rispondo alla difficile vita che mi è stata data in sorte, alle difficoltà di ogni giorno. Al male di vivere.

  Stupendo- Vasco Rossi

https://www.youtube.com/watch?v=p00-U74J27Y

Oggi i libri da me scritti e disponibili in commercio sono tre: il primo da me pubblicato è "Luci barbaricine", che nella sua prima pubblicazione era intitolato "Apologia di Orgosolo". Il secondo si intitola "il manoscritto di un re bambino". Il terzo, "Guardavo un altro cielo. Racconti."

 

Luci barbaricine è la storia di un uomo, di un’isola, di una società. E’ storia di soprusi e di violenze, amori e inganni. E’ narrazione di Continente e Isola separati dal Mar Tirreno, di Stato ladrone e padrone, di una Sardegna depredata e sfruttata…ma è soprattutto la storia dell’Autore, ci sono anche io, presente in ogni passo del libro. Inoltre malgrado i toni a volte drammatici e tesi al pessimismo, in ogni riga di questa opera e in ogni personaggio è presente una tensione, una ricerca di dignità e di benessere: la speranza è il filo che mantiene unita la narrazione; speranza che dona, infine, una vita dignitosa al protagonista Andrea. Dignità ottenuta però a caro prezzo. I termini "Luci barbaricine" indicano questo aspetto, la ricerca e la speranza.

Il secondo dei miei libri pubblicati si intitola "Il manoscritto di un re bambino". La narrazione è ambientata in luoghi totalmente differenti, come le situazioni sono molto diverse dal primo dei miei libri.

Tutti hanno visto, dal vivo oppure attraverso i telegiornali, gli effetti devastanti delle guerre. Poi le guerre finiscono e spesso le lasciamo nel passato e le scriviamo nella storia. Pochi sanno immaginare altre sciagurate conseguenze che può avere una guerra. Al di là della sua fine, della vittoria oppure della sconfitta conseguita.

Un ragazzo figlio di un ufficiale dei Marines, peraltro un “nerd” come lo definirebbe lo slang del linguaggio comune americano. Il suo improvviso e inaspettato arruolamento fra i Marines, l’importante compito che gli viene assegnato; I suoi inevitabili fallimenti, fino a una importante vittoria: l’unica, perché poi dovrà fare i conti con la vita di tutti i giorni, al suo ritorno in madrepatria: una vita che per ciascuno, nessuno escluso, è pressante, che bussa alla tua porta ogni mattina, la vedi negli occhi dei tuoi figli, nelle esigenze affettive della tua donna, nei tuoi doveri. E’ presente in ogni momento, comunque non le puoi sfuggire. E la storia di un re piccolo, nella mente si vuol significare, si intreccia con la storia, molto drammatica, della guerra in Afghanistan condotta dagli Americani. A fare le spese di una guerra come questa non sono solo i soldati, i reduci e le popolazioni che vivono nelle zone di guerra. La fine del romanzo spiega questo concetto e il suo perché.

Al terzo dei miei libri dedico una pagina ad hoc del mio sito.

Le opere si possono acquistare on line sul sito de La feltrinelli oppure sul sito ilmiolibro.kataweb.it/ . E' possibile l'acquisto, inoltre, nelle cento librerie Feltrinelli presenti in tutta Italia. Se l'opera non dovesse essere presente in libreria, sarà possibile ordinarla presso la libreria stessa.

 

 

              

 

 



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